I pennelli

I pennelli

Per imparare a dipingere occorre anche conoscere i pennelli e le loro caratteristiche.

  • Che cos’è un pennello e a che cosa serve
  • Cenni sull’origine del pennello
  • Vari tipi di pennello adatti alle diverse tecniche pittoriche
  • Pulizia e conservazione dei pennelli
  • I mezzi che affiancano o sostituiscono l’uso del pennello

Che cos’è un pennello e a che cosa serve

Dopo il pigmento di materie colorate lo strumento più importante per l’esecuzione di un dipinto è il pennello. Esso è formato da una parte lignea di varia lunghezza e grossezza alla cui estremità è fissato un ciuffo di peli naturali (animali o vegetali) o artificiali. Serve come mezzo per trasportare la materia colorata dalla tavolozza al piano sul quale si vuole dipingere.

La forma dei pennelli caratterizza la pennellata e la scelta di essi è strettamente legata al tuo personale istinto pittorico.


Cenni sull’origine del pennello

La punta delle dita rappresentò la prima forma di pennello; esemplari di pittura preistorica, in particolar modo contorni di animali a tratto marcato, furono eseguiti probabilmente con un dito intinto nel colore.

Numerose pitture hanno linee così sottili da far pensare invece all’impiego di una tecnica diversa. Da un esame di tali pitture si deduce che alcune sono state eseguite con una punta solida intinta nel colore, forse un legnetto bel appuntito o una penna di volatile. In altre pitture rupestri si trovano tracce di ciò che si potrebbe chiamare “lavoro di pennello”, indicando l’uso di un qualche strumento rudimentale. Pennelli semplici possono essere stati ricavati da rametti di piante fibrose dei quali si mastica l’estremità finchè le fibre non siano libere da rivestimento; questa esecuzione rudimentale si trova tutt’oggi diffusa presso alcuni popoli primitivi, e non è azzardato supporre che analoghi pennelli fossero usati dagli uomini dell’età della pietra.

esempio di pittura rupestre

Cervo dipinto con la punta delle dita (dalla caverna la Pileta a Benoajan, Spagna)

Naturalmente attraverso i tempi lo strumento ha avuto una sua storia strettamente legata alla storia stessa della pittura, assumendo via via forme diverse realizzate con materiali adeguati.

Da una produzione a carattere artigianale, che lo stesso artista curava personalmente, si passa a una produzione su larga scala, di tipo industriale. Oggigiorno puoi trovare qualsiasi tipo di pennello adatto alle varie esigenze pittoriche.


Vari tipi di pennello adatti alle diverse tecniche pittoriche

Forme, misure, materiali

I pennelli possono essere a punta rotonda o a punta quadra (pennelli tondi e pennelli piatti). La grandezza viene indicata con numeri che vanno dallo 0 al 26 circa, anche se normalmente in tutte le tecniche le scelte cadono tra il nr.3 e il nr.20, mentre i numeri inferiori e i numeri superiori vengono utilizzati per esecuzioni particolari come ritocchi e contorni sottili, nel primo caso e, larghe stesure nel secondo.

La scelta dell’uso del pennello piatto o del pennello tondo è strettamente legata alla tecnica che vuoi applicare e alla tua personalità.

Un pennello può essere di varie specie:

di setola, di pelo di martora, di puzzola, di bue, ecc. e sia nel pennello tondo sia in quello piatto, indipendentemente dalla loro grossezza, la lunghezza dei peli varia e può essere corta, media, lunga.

Pennelli usati nelle diverse tecniche

La forma e la dimensione dei pennelli variano in funzione del loro impiego: ogni tecnica, infatti, ha proprietà particolari che richiedono strumenti adatti. In linea di massima i pennelli di pelo di martora o di puzzola e i pennelli morbidi in genere, sono più adatti per la tecnica ad acquarello, a inchiostri colorati e anche per la tempera, nel caso si voglia ottenere per quest’ultima un trattamento più diluito e più vicino all’acquarello (guazzo).

Per il colore ad olio, per quello acrilico e per la tempera usata con stesure solide e compatte, sono più adatti i pennelli di setola perchè più resistenti a sostenere la densità e la pastosità del pigmento.

E’ ovvio che solo dopo un’esperienza individuale potrai fare le scelte in funzione del risultato che vuoi ottenere.

Ti consiglio comunque pennelli di buona marca, per i quali, il costo superiore viene compensato da una maggior durata e da un miglior rendimento.

Non è necessario avere molti pennelli a disposizione, ma nemmeno dovrai ridurti ad una continua pulizia per mancanza di un numero minimo che ti consenta di dipingere con sufficiente rapidità e qualità. Io consiglierei di avere a disposizione almeno 7/8 pennelli.

misure pennelli


Pulizia e conservazione dei pennelli

Per una lunga durata e per la funzionalità costante dello strumento sarà opportuno curare scrupolosamente la pulizia dei pennelli durante l’esecuzione del quadro e a lavoro ultimato. Naturalmente il metodo da seguire varierà a seconda della tecnica usata.

Nella tecnica ad acqua (acquarello, tempera, inchiostri, colori acrilici, ecc.) il metodo di pulizia è abbastanza semplice, in quanto basterà del buon sapone e dell’acqua abbondante per liberare il pennello dai residui di pigmento.

Nelle tecniche a base di materie coloranti unite a sostanze oleose o grasse (pittura ad olio, vernici, ecc.) si incontrano maggiori difficoltà: il colore profondamente inserito tra i peli del pennello richiede l’intervento di sostanze diluenti efficaci per togliere ogni residuo di viscosità.

I diluenti più usati sono: l’essenza di trementina, la benzina, il petrolio.

Durante la lavorazione del quadro si presenta la necessità di pulire il pennello ogni qualvolta si debba cambiare tinta. Tale operazione viene effettuata immergendo il pennello nel diluente dopo averlo opportunamente asciugato con uno straccio. A lavoro ultimato lo stesso procedimento resta valido, ma è necessario anche insistere con una pulizia più approfondita lavando il pennello con sapone e acqua tiepida.

Il metodo migliore è quello di far ruotare bene i peli del pennello, prima sul sapone e successivamente nel cavo della mano, alternando con un lavaggio in abbondante acqua corrente. Il pennello verrà poi accuratamente asciugato.

Anche per una buona conservazione dei pennelli ci sono alcune norme da seguire e vari sistemi per attuarle. Il problema è impedire la deformazione dei peli e, a lungo andare, la perdita di flessibilità. Due sono i sistemi più usati:

tenere la punta in alto, disponendo i pennelli in un barattolo, oppure lasciandoli immersi nel diluente utilizzando un’apposita vaschetta che li fissa all’estremità del manico impedendo alla punta di toccare il fondo.


I mezzi che affiancano o sostituiscono l’uso del pennello

Per dipingere non esiste solo il pennello, ma, specialmente ai nostri giorni, si usano anche altri mezzi adatti ad attuare in modo efficace tecniche particolari. Ne cito soltanto due perchè strettamente legati alle tecniche che tratto nel blog.

La spugna, ad esempio, affianca e spesso potenzia l’uso del pennello, in quanto si può utilizzare sia per grandi stesure di colore che per ottenere particolari effetti pittorici.

La spatola serve invece a sostituire il pennello per stendere i colori direttamente dalla tavolozza al quadro. Nell’uso della spatola i colori non vengono diluiti ma riportati come escono dal tubetto.


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