Accenni di prospettiva

Accenni di prospettiva

Per imparare a dipingere occorre anche conoscere, almeno sommariamente le regole della prospettiva, senza le quali diventa impossibile riprodurre in modo corretto il soggetto che hai scelto di disegnare.

La pittura si sviluppa su una superficie piana, pertanto dispone di uno spazio a due dimensioni, misurabile solo in larghezza e altezza.

La natura invece si realizza in tre dimensioni: altezza, larghezza e profondità. E’ appunto la profondità che manca fisicamente alla pittura. Per tale motivo, si cerca di suggerirla con un artificio. Questo artificio si chiama genericamente “Prospettiva”.

La prospettiva, se ben condotta può ricreare effettivamente l’illusione della profondità.

Essa si basa su alcuni principi geometrici che sono caratteristici della visione. In parole povere, si rifà al modo con cui il nostro occhio vede e, procedendo allo stesso modo, può costruire un’immagine che ha le caratteristiche della realtà così come la vedi.

Facciamo un esempio.

Noi sappiamo che una casa vista da vicino ci appare enormemente più grande di un’altra casa, di uguali dimensioni, posta lontano. Se tu facessi un disegno secondo la realtà, dovresti disegnare le due case alte uguali; ma così facendo non avresti più l’impressione della distanza che intercorre tra loro. Il loro rapporto è regolato da determinate regole che vanno sotto il nome di “Prospettiva centrale”. Ma lo studio di queste regole esula dal nostro compito, pertanto ci limiteremo a prendere in considerazione alcuni accorgimenti che ti permetteranno di realizzare prospettive dette “Intuitive”, sufficientemente corrette e in tutto simili a quelle scientifiche.


analisi della prospettiva

Osserva attentamente il disegno qui sopra.

Rappresenta un pittore che sta “Traguardando”, con l’ausilio della matita, i punti più importanti per realizzare una prospettiva intuitiva di un paesaggio urbano che vuole ritrarre.

Il pittore si è ben sistemato. Tiene la testa ferma e muove soltanto gli occhi dal paesaggio al foglio, dal foglio al paesaggio. Il braccio è teso in modo che la distanza dalla matita agli occhi non cambi da traguardazione a traguardazione. Nel disegno egli tiene la matita orizzontale, ma in seguito eseguirà anche traguardazioni verticali.


I disegni che seguono ti spiegano cosa significa traguardare.

analisi elementi prospettiva

Il braccio è teso, la matita è orizzontale, il pittore ha chiuso un occhio e sta guardando, con quello aperto, lo spigolo più vicino di un palazzo. La matita, con il bordo inferiore sfiora, cioè traguarda, lo spigolo stesso e così facendo egli può determinarne l’inclinazione.

Sul foglio di carta, per prima cosa, ha disegnato una retta verticale. Essa rappresenta lo spigolo del palazzo a lui più vicino (ovviamente lo spigolo verticale). Poi ha tracciato una retta orizzontale di riferimento che sta ad indicare il bordo inferiore della matita al momento della traguardazione. Quindi disegna gli spigoli superiori che appaiono obliqui in rapporto alla traccia orizzontale. Gli angoli che essi formano vengono evidenziati proprio durante la traguardazione, per cui li può determinare agevolmente ad occhio.

angoli e linee prospettiche

Facendo una seconda traguardazione, il pittore può determinare successivamente anche l’inclinazione degli spigoli inferiori.

Ora non gli resta che tracciare gli spigoli verticali e avrà così terminato la prospettiva del primo palazzo.

Ma dietro a questo ce ne sta un altro che appare più piccolo perchè più distante. Come potrà determinare l’altezza in rapporto al primo?

Guarda come fa il nostro pittore.

dimensione in rapporto alla distanza

Traguarda, tenendo la matita verticale, il palazzo più distante. Fa coincidere la punta della matita con lo spigolo più alto e il pollice con quello più basso: questa è “L’altezza di mira”. Ora porta questa altezza sul primo palazzo e, sempre traguardando con il braccio teso, osserva quante volte ci sta: tre volte circa.

Bene! Ora al nostro pittore non rimane che dividere per tre l’altezza del palazzo che ha disegnato, per trovare l’altezza del secondo che deve ancora disegnare.


Guardando questo pittore mentre disegna hai imparato che per mezzo della traguardazione puoi agevolmente determinare sia le inclinazioni delle rette che compongono un solido in prospettiva, sia le proporzioni e le così dette riduzioni prospettiche.


Dopo un periodo di esercizi (allenamento) tali determinazioni potrai effettuarle mentalmente. Basta immaginare le rette verticali e orizzontali tracciate nello spazio. Le potrai vedere o collocare dove ti sembrerà più utile e con velocità pari a quella del tuo pensiero.

Così la traguardazione ti diventerà automatica, cioè parte integrante del tuo modo di vedere la realtà.

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